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Il Mutuo per l’Acquisto della Casa

Il Mutuo per l’Acquisto della Casa

Le Cose da Sapere Quando Si Chiede un Mutuo.

Iniziamo una serie di articoli dedicati ai “Mutui”. Vedremo cos’è il contratto e cosa deve contenere, il tasso di interesse e la durata, le spese cosiddette accessorie, i tempi di istruttoria e di erogazione, l’ipoteca e tante altre cose ancora che occorre conoscere quando si intende “accendere” un mutuo per Acquistare Casa.

Per ottenere un mutuo normalmente è sufficiente rivolgersi a una banca e fornire i documenti che questa chiede. Non è necessario avvalersi di un mediatore finanziario: nel caso ciò avvenga, i costi dell’operazione sono destinati a incrementarsi, in relazione al compenso da riconoscere all’intermediario, fissato in significative percentuali della somma mutuata.

La garanzia ipotecaria sull’immobile da acquistare, che dovrà essere data alla Banca erogatrice del mutuo, impone per legge la prestazione di un notaio. La scelta del Notaio spetta al mutuatario, il quale potrà così chiedere tutte le informazione e la consulenza necessaria relativa all’operazione, essendo di prassi compresa nel costo dell’Atto di Mutuo. In effetti i contratti di mutuo sono per loro natura molto complicati e con termini difficili, ecco quindi che, aver scelto da subito il notaio di propria fiducia a cui chiedere lumi e delucidazioni, può risultare estremamente utile.

Il tasso di Interesse e la durata

Il tasso e la durata sono senz’altro gli elementi principali da tener presenti nella valutazione di un mutuo. Il tasso degli interessi può essere fisso, quando è convenuto nella stessa misura per tutta la durata del mutuo, oppure variabile, quando è determinato con riferimento a parametri mutevoli che devono essere definiti con criterio di obiettività e terzietà.

Preferisce il tasso fisso, colui che ritiene che il costo del denaro aumenterà nel periodo di durata del mutuo; se così sarà, avrà fatto un buon affare, perché la sua rata resterà invariata; ma se invece il costo del denaro diminuisce, potrà trovarsi a pagare un interesse fuori mercato, senza avere, in termini contrattuali, alcun diritto nei confronti della banca di modificare le condizioni del mutuo.

Preferisce il tasso variabile chi ritiene che il costo del denaro possa ancora scendere, e non vuole perdere la possibilità che la sua rata di pagamento si abbassi conseguentemente.

Ferma restando la suddivisione principale tra mutui a tasso fisso e mutui a tasso variabile, esistono diverse tipologie di contratti in cui i suddetti criteri possono fondersi o alternarsi: ad esempio, con il termine di mutuo a tasso misto si indica l’ipotesi in cui, a scelta del mutuatario, e secondo le modalità stabilite nel contratto, il tasso di interesse passa da fisso a variabile o viceversa; si chiama mutuo con cap quello a tasso variabile ma che non può mai superare un certo tetto massimo predefinito; esistono, poi, i mutui a tasso variabile ma con rata fissa, in cui gli eventuali aumenti o diminuzioni del parametro di riferimento si riflettono sulla durata del contratto allungandola o abbreviandola; ed altri casi ancora. È anche necessario informarsi se il mutuo proposto dalla banca abbia un tasso iniziale (di ingresso) più basso per le prime rate rispetto al tasso che verrà applicato successivamente per la restante maggior parte delle rate (cosiddetto tasso a regime, il quale è, ovviamente, quello più importante).

Al fine di avere una chiara rappresentazione degli obblighi cui occorrerà fare fronte, è senz’altro opportuno richiedere alla banca il piano di ammortamento. Questo documento consiste in una tabella contenente l’indicazione di tutte le rate da pagare (suddivise tra capitale e interessi) e le date di scadenza: ciò consente una più chiara pianificazione del bilancio familiare.

I dati forniti dal piano di ammortamento sono, a seconda dei casi, più o meno indicativi: nel caso di mutuo a tasso variabile, infatti, sono calcolati sulla base del tasso al momento della stipula, e non possono tener conto anche delle eventuali future variazioni dei tassi di mercato. Si chiama preammortamento il periodo di tempo – generalmente di breve durata – durante il quale il mutuatario è impegnato a restituire rate composte da soli interessi e non anche da capitale.

BENE!

Per oggi ci fermiamo. Nei prossimi articoli tratteremo altri importanti aspetti legati ai “Mutui”. Continuate a seguirci!

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