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Il Terremoto e i Danni sugli Edifici in Cemento Armato – 1ª Parte

Il Terremoto e i Danni sugli Edifici in Cemento Armato – 1ª Parte

Gli Effetti del Sisma sulle Costruzioni in Cemento Armato. Crollo e Danneggiamento delle Strutture Portanti.

Abbiamo visto negli articoli precedenti gli effetti che un terremoto può produrre sugli edifici in muratura. Oggi inizieremo a vedere come un sisma può danneggiare anche un edificio realizzato in “cemento armato”.

L’uso del cemento armato nelle costruzioni ha avuto inizio alla fine del 1800 e si è sviluppato nel periodo successivo fino a sostituire i sistemi tradizionali in muratura. Nei confronti del “Terremoto” però il vero spartiacque è il 1974. Dal 1908, anno del devastante terremoto di Messina e Reggio Calabria, e fino al 1974 infatti, in Italia i comuni erano stati classificati come sismici e sottoposti a norme restrittive per le costruzioni, solo dopo essere stati fortemente danneggiati dai terremoti. È solo con la legge n. 64 del 2 Febbraio 1974: “Provvedimenti per le costruzioni con particolari prescrizioni per le zone sismiche”, che viene approvata una normativa sismica nazionale che stabilisce il quadro di riferimento per le modalità di classificazione sismica del territorio e che introduce la redazione delle norme tecniche per le costruzioni nelle zone sismiche.

Per sfatare un “luogo comune” dobbiamo quindi dire che un edificio in cemento armato non è di per sé “antisismico”; sono antisismici tutti quegli edifici costruiti con determinati criteri e materiali rispondenti alle normative sulle costruzioni in zona sismica che, come abbiamo visto, fanno la loro comparsa in Italia solo dopo il 1974. Se confrontiamo un edificio in cemento armato dei primi anni 60 con uno realizzato ai giorni nostri potremo infatti vedere che sono profondamente diversi, concettualmente diversi.

A differenza delle strutture in muratura dove i “muri” sono sia struttura che involucro dei nostri edifici, in quelli in cemento armato la funzione di struttura è demandata ad un “telaio” di travi e pilastri, mentre l’involucro, costituito da “murature di tamponamento”, non svolge alcuna funzione portante. Per meglio visualizzare questo fatto guardate l’immagine sottostante.

Potete vedere quello che viene detto lo “scheletro” del nostro edificio; una struttura “spaziale”, che si sviluppa nelle tre dimensioni, costituita da travi, pilastri e solai, uniti tra loro. Questo tipo di struttura è ottimale per “sopportare un terremoto”.

I motivi per cui anche gli edifici di questo tipo possono crollare o danneggiarsi gravemente in occasione di forti scosse di terremoto sono ovviamente tantissimi e i più svariati. Come abbiamo visto per le murature, anche in questo caso l’uso di materiali scadenti e “posati in opera” non a “regola d’arte” è una delle cause di crollo più frequente. Per realizzare un buon telaio che possa resistere bene ad un terremoto bisogna usare un cemento con determinate caratteristiche di resistenza, impastarlo con acqua e inerti a regola d’arte in modo da formare un buon calcestruzzo, realizzare “gabbie metalliche” di armatura con barre di acciaio di determinate caratteristiche. Se usiamo un calcestruzzo depotenziato, cioè con poco cemento e di caratteristiche scadenti, e una armatura con ferri sottodimensionati e “staffati” male, il risultato sarà il crollo dell’edificio.

Nell’immagine che segue si può vedere uno dei casi più frequenti e cioè la rottura a taglio di un pilastro. Questo è un fatto gravissimo indice di una struttura progettata male.

Proseguendo, nella successiva immagine, possiamo vedere delle lesioni sul “nodo” trave-pilastro; anche questo un caso molto frequente, dove la rottura è dovuta ad un’insufficiente armatura con assenza di staffe metalliche.

BENE! Non voglio stancarvi oltre. Per oggi ci fermiamo.

Con questo articolo abbiamo visto che non tutti gli edifici in cemento armato sono antisismici e come la prima causa dei crolli sia da addebitarsi all’uso di calcestruzzi scadenti, armature sottodimensionate ed errori di progettazione. Nel prossimo articolo vedremo i danni provocati alle parti non strutturali e come questi possono essere pericolosi per l’incolumità delle persone.

Se volete saperne sempre di più e diventare così dei MINI ESPERTI, Continuate a seguirci!

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