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Il Terremoto e i Danni sugli Edifici in Muratura – 2ª Parte

Il Terremoto e i Danni sugli Edifici in Muratura – 2ª Parte

Gli Effetti del Sisma sulle Costruzioni in Muratura. Ribaltamento e Rottura dei Maschi Murari.

Abbiamo visto nell’articolo “Il Terremoto e i danni sugli edifici in Muratura – 1ª Parte” come “Murature Inconsistenti”, vetuste e costruite “male” , con materiali di recupero e/o scarsa qualità e con tecniche non adeguate, siano la causa più frequente dei crolli. Lo scuotimento del terremoto infatti provoca un vero e proprio “sfaldamento” del muro, che porta al crollo dei solai e dell’intero edificio.

Vediamo oggi di descrivere come un edificio, anche con “buone murature”, possa essere gravemente danneggiato da un evento sismico. La resistenza di un muro alla forza sismica è molto maggiore nel proprio piano che non in direzione ortogonale ad esso. Se guardiamo la figura in basso ce ne renderemo immediatamente conto. La forza applicata dall’omino (visualizzazione della forza di un terremoto) nella direzione del muro non riesce a danneggiarlo, mentre la forza applicata nella direzione trasversale (ortogonale o a 90°) lo fa crollare. Diremo allora che il setto o maschio murario è rigido nel proprio piano e poco resistente fuori dal proprio piano. Questo significa che un “muro” è efficace al terremoto come elemento di “controventamento”.

Proprio questo fatto fa si che, per avere una buona resistenza al sisma, occorre avere muri che si “controventano” a vicenda, ossia ortogonali fra loro. In un edificio in muratura si ha una buona resistenza al terremoto quando i setti murari sono situati in modo tale da formare delle “scatole”, innescando così quello che in gergo tecnico viene definito ”.

La resistenza di un edificio in muratura ad un evento sismico quindi è tanto maggiore quanto i setti murari sono situati in modo tale da formare delle maglie chiuse per l’appunto le nostre “scatole”. Per far sì che si realizzi una scatola, occorrerà che i muri siano ben “ammorsati” tra loro, ossia che i mattoni o le pietre si incastrino tra loro.

Quando i muri non sono ammorsati, al verificarsi di un evento sismico, non avremo più la “scatola” che resiste ma tanti muri singoli e uno dei probabili effetti sarà quello del loro ribaltamento. Nella foto sopra si può vedere lo scollamento dei muri che prelude ad un successivo ribaltamento in caso di nuova forte scossa sismica.

Per rendersi meglio conto, prendete delle carte da gioco e su un tavolo accostatele di taglio in modo da realizzare una scatola; adesso scuotete il tavolo e vedrete che tutte le carte si ribalteranno; se gli spigoli delle carte fossero stati collegati (ad esempio con del nastro adesivo) allo scuotimento del tavolo avremo invece visto la nostra scatola di carte resistere egregiamente.

Per completare la nostra scatola dobbiamo però mettere anche il coperchio; un bel coperchio rigido conferirà una maggior resistenza al tutto. Negli edifici in muratura i solai sono i coperchi delle nostre scatole murarie. Per avere un edificio in grado di resistere egregiamente ad un terremoto dovremo avere dei solai rigidi e collegati alle nostre murature.

Se adesso alle pareti della nostra scatola cominciamo a fare dei fori, che corrisponderebbero alle porte e finestre dei nostri edifici, ci potremo rendere conto che più ne facciamo e più grossi li facciamo e più indeboliamo la nostra struttura.

In un edificio in muratura, le inevitabili finestre e porte, costituiscono di fatto un indebolimento del nostro muro. Tante più finestre e porte ci saranno, tanto più saranno ampie e tanto meno il nostro muro sarà in grado di resistere ad un terremoto.

Nel caso di forti terremoti potremo assistere alla rottura del muro, con lesioni a forma di croce di Sant’Andrea che partono proprio dalle finestre e porte che sono per l’appunto i nostri punti di debolezza.

BENE! Non voglio stancarvi oltre. Per oggi ci fermiamo.

Con questo articolo abbiamo visto cosa succede ad un Edificio in Muratura quando non si ha “l’effetto scatolare” e uno dei modi in cui si può rompere un setto murario. Nel prossimo articolo vedremo come anche un edificio in cemento armato può “rompersi” e crollare.

Se volete saperne sempre di più e diventare così dei MINI ESPERTI, Continuate a seguirci!

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