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Umidità negli Edifici

Umidità negli Edifici

Continuiamo oggi la serie di articoli sul tema “umidità e immobili”; dopo l’articolo “Umidità e Muffe”, nel quale avevamo sinteticamente visto  gli effetti negativi che la presenza di un’eccessiva umidità può provocare alle “strutture” dei fabbricati e alle “persone” che li abitano e nel quale avevamo fatto una prima lista delle cose da controllare e fare per ridurre i fenomeni negativi, cominciamo adesso ad analizzare più approfonditamente tutte le possibile “cause” nonché i conseguenti “rimedi” da mettere in atto.

Umidità negli Edifici.

La presenza di umidità negli edifici è un fenomeno molto diffuso e rappresenta uno dei fattori di maggior degrado. L’umidità è particolarmente insidiosa in quanto compromette con il tempo le strutture dei fabbricati e il loro contenuto, incidendo sulla vivibilità stessa degli ambienti e causando notevoli disagi dal punto di vista funzionale ed economico.

Le cause del manifestarsi del fenomeno spesso non vengono ben individuate dando origine ad interventi scorretti o addirittura controproducenti. Risulta quindi molto importante individuare esattamente l’origine della presenza di umidità, per poi poter intervenire con gli accorgimenti più idonei. Una Diagnosi corretta è quindi fondamentale per l’individuazione delle cause che determinano la presenza di acqua, in modo così da consentirne la rimozione. Una corretta Diagnosi deve essere condotta attraverso l’indagine visiva e la lettura delle caratteristiche materiche dell’edificio e proseguire nel riconoscimento dei diversi fenomeni di alterazione e degrado.

Le cause più comuni della presenza di acqua in un edificio sono:

  • Umidità di costruzione
  • Umidità meteorica (infiltrazioni da copertura, serramenti, murature, ecc.)
  • Umidità di condensazione (superficiale o interstiziale)
  • Umidità accidentale (perdite, allagamenti)
  • Umidità ascendente o da risalita capillare

 

 

 

Le conseguenze dell’umidità sono fenomeni di degrado delle strutture e/o dell’ambiente edilizio:

  • Degrado di tipo chimico (corrosione, idrolisi, idratazione e ossidazione)
  • Degrado di tipo fisico (gelività, cristallizzazione dei sali)
  • Biodeterioramento (muffe, microorganismi, ecc.)
  • Decadimento del benessere termoigrometrico

 

BENE!

Per oggi ci fermiamo. vedremo nel prossimo articolo l’umidità ascendente o da risalita capillare, entreremo nel dettaglio sulle “cause” e i  possibili “rimedi”. Continuate a seguirci!

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